Basta bufale di stampo medico.

Come bisogna stare attenti e guardare criticamente ciò che la televisione passa, anche per ciò che concerne Internet non bisogna abbassare la guardia.
La gente scrive, scrive scrive, senza pensare che le cose in rete girano a velocità allucinante. Io credo che su alcuni temi non bisogni scrivere cose a caso, o a sentimento.
Prendo come esempio un articolo riguardante la chemioterapia, comparso su informarexresistere.fr .
Copio di seguito il testo (saltando i cenni storici, che hanno una valenza minima):

Presidente dell’Associazione per la Ricerca e la Prevenzione del Cancro

dalla relazione del 30 ottobre 2004

Ciò che si vuole dimostrare in questa relazione è quanto abbiamo dichiarato in un recente comunicato stampa e che si articola, essenzialmente, in due punti.

1. La chemioterapia non guarisce dal cancro, ma uccide.

2. Il suo uso trova fondamento solo negli interessi economici delle ditte farmaceutiche.
Dati scientifici

Come è nata questa strana pratica di somministrare terribili sostanze ai pazienti per guarirli?

“Essa si basa sul fatto che le cellule cancerose sono più deboli di quelle sane, pertanto, sotto l’azione di veleni o di radiazioni ionizzanti, sono le prime a morire. Questa constatazione porta però a una delle pratiche più insensate della storia della medicina: avvelenare ed irradiare il paziente per guarirlo! Anche la persona meno informata, riesce a comprendere che guarigione significa miglioramento della salute. Nessuna persona sana di mente penserebbe che l’inquinamento, gli esperimenti atomici o l’incidente di Chernobyl siano i provvidenziali vantaggi dei nostri tempi per mantenerci sani”.[6]

Tutte queste discussioni fatte in televisione in questi (e altri) giorni su chemio o medicine alternative hanno un solo scopo: confondere le idee e annebbiare le menti della gente. In verità la questione è di una semplicità lapalissiana e disarmante. Vogliamo sapere se la chemio è una terapia valida o no? E’ molto facile saperlo; basta fare quello che si fa con qualsiasi altra cosa di qualsiasi genere per sapere se è funziona o no: si osservano i RI-SUL-TA-TI. Su di essa esistono studi, statistiche, dati ufficiali accurati. E’ vero che gli oncologi, con la complicità dei media, creano su di essi una cortina fumogena, ma non è per niente difficile averli: basta chiederli. Io li ho trovati e ve li posso comunicare. Ripeto: questi non sono i miei dati, sono i dati ufficiali dell’oncologia ufficiale.

Prima di tutto bisogna sapere cosa si intende in oncologia per paziente guarito di cancro. Poiché effettive guarigioni non ne ottengono mai, definiscono guarito colui che sopravvive almeno cinque anni dal giorno della diagnosi, anche se muore cinque anni e un giorno dopo, anche se alla fine del quinto anno ha un cancro grande come una zucca che gli sta straziando il corpo. Credo che poche persone conoscano questo dato. Non crediate tuttavia che venga tenuto segreto; ma, per darvi un’idea, in tanti anni io per televisione l’ho sentito dire solo un paio di volte e di sfuggita. Confrontate ciò con le migliaia di ore di chiacchiere trionfalistiche di Tirelli and company. Ricordatevi poi che cambiare il significato alle parole è un mezzo per confondere e dominare. Questo dato pertanto è fondamentale, è la chiave per capire veramente tutti i discorsi che fanno gli oncologi quando parlano di “guarigione”.

Premesso ciò: ogni 100 persone che si ammalano di cancro, 61 muoiono entro 5 anni dalla diagnosi.

Le statistiche di sopravvivenza a 10 anni sono più difficili da trovare. Sono così sconsolanti che gli oncologi si vergognano veramente a farle vedere. Sembra comunque che siano attorno al 10- 15%.

Provate un po’ ad immaginare un impresario edile che costruisce case il cui 61 % crolla entro cinque anni dalla costruzione. Prima di tutto nessuno comprerebbe più da lui e poi verrebbe messo in galera; a meno che qualcuno non lo appenda prima al più vicino lampione… Invece gli oncologi vengono strapagati, onorati, vezzeggiati, ascoltati per ore e ore in noiosissime trasmissioni televisive. I più famosi oncologi italiani riescono a farsi pagare 200 euro o più per visite di 10-15 minuti! Incomprensibile… Il fatto è che costoro fanno leva sulla paura, sul dolore e sull’ignoranza di questi dati da parte dei malati e dei loro famigliari. Come la paura e l’ignoranza vengono poi alimentate sistematicamente con ogni mezzo, potete facilmente constatarlo voi stessi.

A fronte di un’efficacia nulla della chemioterapia, ben testimoniata dai risultati, vi è una terribile tossicità delle sostanze usate, tanto è vero che le autorità sanitarie hanno dovuto prendere drastici provvedimenti per salvaguardare la salute dei lavoratori addetti alla produzione e alla somministrazione di questi cosiddetti farmaci (medici, infermieri e farmacisti).

Poiché la lista degli effetti collaterali è molto lunga, mi limito a darvi alcune delle caratteristiche tossicologiche in generale e di un paio di sostanze specifiche, prendendole da una pubblicazione dell’Istituto Superiore della Sanità.

Chemio in generale

Tra una ventina di effetti collaterali, troviamo: sterilità, aborti, malformazioni nei figli, danni a cuore, fegato, reni, sistema nervoso e produzione di tumori secondari (!!!).

“Infatti, non solo essi sono in grado di innescare la trasformazione di cellule normali in maligne, ma tendono a ridurre le difese endogene contro l’insorgenza di neoplasie”.[7]

Lo sanno anche loro che questa è una pratica assassina. Comunque di questo non avevo dubbi.

Antraciclinici: “Stomatite, alopecia e disturbi gastrointestinali sono comuni ma reversibili. La cardiomiopatia, un effetto collaterale caratteristico di questa classe di chemioterapici, può essere acuta (raramente grave) o cronica (mortalità nel 50 % dei casi). Tutti gli antraciclinici sono potenzialmente mutageni e cancerogeni”.[8]

Procarbazina: “E’ cancerogena, mutagena e teratogena (malformazioni nei figli N.d.A.) e il suo impiego è associato a un rischio del 5-10 % di leucemia acuta, che aumenta per i soggetti trattati anche con terapia radiante”.[9]

Bene; potrei fermarmi qui e finire questa relazione; sarebbe più che sufficiente. Ma poiché non mi basta chiudere la bocca agli oncologi e ai loro lacchè, ma voglio anche cucirla con filo d’acciaio, ecco di seguito una valanga di altri dati.

Qualche anno fa, dopo che era scoppiato il caso Di Bella, gli oncologi cominciarono a dichiarare pomposamente su televisione e giornali che “ora abbiamo il 50 % di guarigioni”, ovviamente sempre evitando di dire che guarigione significa sopravvivenza a cinque anni. Eppure le statistiche ufficiali davano sempre un 39 %. Cosa era successo? Un’improvvisa e geniale scoperta? No! Per guadagnare quell’11 % in più, hanno fatto la media delle “guarigioni” dei vari tipi di tumore con una manipolazione matematica per la quale verrebbero bocciati con disonore all’esame di licenza media inferiore.

Faccio un esempio di come fanno la media delle “guarigioni” e, per semplificare, prendo in esame solo due tipi di tumore. Tumore al polmone: 40.000 casi all’anno, 10 % di “guarigioni”; tumore al testicolo: 2.000 casi, 87 % di “guarigioni”. (87+10)/2=48,5% La percentuale media di guarigioni dei due tipi di cancro sarebbe così il 48,5 %. E’ indegno che si permetta a queste persone di dire pubblicamente simili cialtronerie! En passant, l’operazione corretta è questa: (40.000×10/100+2.000×87/100)/(40.000+2.000)x100=13,7 La reale percentuale media è dunque il 13,7 %. Una bella differenza!

Analizziamo un altro “dato” trionfalistico. Gli oncologi vanno dicendo che le possibilità di guarire dal cancro sono molto più alte oggi, il 39 % (oppure il famoso 50 %), rispetto al 20 % del 1930. Ma come mai allora le morti per cancro sono spaventosamente aumentate negli ultimi 70 anni (vedi più avanti)? Il fatto è che nel 1930 non esistevano tutti i sofisticati mezzi di diagnosi e le campagne di sensibilizzazione alla diagnosi precoce; pertanto il cancro veniva scoperto tardivamente e così il tempo fra la diagnosi e il decesso era breve, se non brevissimo. Oggi invece, poiché la diagnosi avviene in tempi molto più precoci, la morte arriva più tardi rispetto alla diagnosi stessa e più sovente oltre i fatidici 5 anni!

A questo punto penso di poter veramente chiudere questa relazione in quanto i due punti dichiarati nel mio comunicato stampa:

1. La chemioterapia non guarisce dal cancro, ma uccide.

2. Il suo uso trova fondamento solo negli interessi economici delle ditte farmaceutiche.

Possono considerarsi dimostrati al di là di ogni ragionevole dubbio.

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A questo punto, ho deciso di informarmi, non cercando nuovamente in Internet, ma chiedendo ad un amico oncologo, Mirko, che ha fatto ricerche al riguardo negli Stati Uniti e ora lavora qui in Italia.
Questa di seguito è la sua risposta (di cui mi fido ciecamente in quanto data da una persona che ci lavora tutti i giorni con la chemioterapia,quindi volentieri ne diffondo la risposta, in grassetto):

Allora, ho saltato a pié pari la parte storica, che non serve a dirimire il dubbio se la chemio uccida o meno. Per il resto, ha scritto una serie di cialtronate. Si è informato abbastanza male, o in modo approssimativo, o in modo deviato da dispiaceri personali, non so. I fatti, sono più o meno i seguenti. Partiamo da due precisazioni:

1. Il tumore uccide. Non sono affatto cellule più deboli, come ha scritto, sono cellule con i coglioni girati. Sono cellule fuori controllo. Si replicano molto velocemente, non hanno bisogno di interazioni con altre strutture per circolare, si creano il loro ambiente di vascolarizzazione (sono molto superficiale, sono implicati moltissimi meccanismi). E se non fai nulla, muori.
2. I chemioterapici sono veleni, uccidono. Agiscono colpendo le cellule che su dividono e impedendo alla cellula di replicarsi, in tantissimi modi (interazione con strutture cellulari, con il DNA.. ecc). A farla semplice, sostanzialmente uccidono le cellule in fase replicativa. Tutte le cellule, anche quelle sane! Quindi, si, uccidono, in linea teorica. Qualsiasi chemioterapico dato a un dosaggio sbagliato, può ucciderti o come danno diretto o come risultato degli effetti collaterali.
Perché allora usare chemitoerapici, se uccidono?

 

1. Il “gioco” sta nel fatto che proprio perché agiscono sulle cellule in fase di replicazione, fanno più male al tumore che al resto del fisico (il tumore è in continua fase replicativa, ci sono cellule in continua divisione rispetto ai tessuti normali). Tutti i chemioterapicidevono passare una serie di studi per trovare il dosaggio con il massimo effetto tumoricida al minor prezzo da pagare in effetti collaterali, in danni all’organismo sano (che comunque non sono mai indifferenti).
2. Perché non è vero che non servono a niente. E’ vero, a parte nel tumore del testicolo in cui si può guarire con Chirurgia e Chemio e/o Radioterapia, in molti altri tumori o sei fortunato e li trovi e li togli in super tempo, oppure la guarigione non è perseguibile (tra l’altro, ha dato statistiche sbagliate sulla sopravvivenza nei tumori del testicolo, e comunque dipende dallo stadio in cui si presenta. Anche un tumore del testicolo se in IV stadio non è più guaribile). Ciononostante la chemioterapia ha permesso di diminuire notevolmente la possibilità  che il tumore si ripresenti (chemioterapia preventiva) oppure ha aumentato notevolmente la sopravvivenza dei pazienti già metastatici. Prima dell’utilizzo del platino pazienti con tumore al polmone metastatico sopravvivevano pochi mesi (2-4 mesi), ora se sono fortunati possono arrivare a due anni, più o meno… e così in altri tumori. Certo, uno può fisolofeggiare se sia meglio morire integri o sopravvivere una dodicina o più mesi oltre facendo chemio, ma credo che la scelta sia della singola persona (che andrebbe sempre informata correttamente del massimo risultato che si può ottenere e degli effetti collaterali della chemio. Fare dei generalismi come scrive il butel dell’articolo è dannoso quanto dire che di un tumore metastatico si può guarire
3. Nell’articolo non citano i nuovi farmaci antitumorali, che hanno come target solo o principalmente le cellule tumorali. Molti meno effetti collaterali seri e risultati buonini.
In definitiva, mi sembra un articolo terroristico, o per lo meno di una persona ferita nel personale.

Questo mio post serve a mettere in guardia chi cerca risposte di tipo medico in Internet. Parlate sempre con un medico, di persona, in modo che ogni domanda vi venga in mente possa esser risposta in modo professionale.

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