Q = TU

Era iniziato da poco l’autunno, l’anno scorso. C’era ancora caldo, col sole battente, mentre io ero in quella fase dell’anno in cui non vedevo l’ora di mettere a tacere le magliette a maniche corte e tirar fuori dall’armadio finalmente i maglioncini.
Ero così trasportata dalla voglia di frescura che avevo fatto i cioccolatini. Fondenti, alcuni con qualche pistacchio, alcuni con noci e mandorle.
Un minuto e mezzo dopo esser salita in macchina, erano già semi sciolti. Pazienza, li avremmo leccati dal piatto se necessario.
Scoprii solo quel giorno d’aver dietro casa un forte austriaco, semi nascosto, enorme ma pochissimo sfruttato.
Stradina sterrata, polvere, delle mura antiche, pochi alberi, un perimetro di quartiere che sembrava un pezzo di storia ai miei occhi.
Lui e G. erano li dietro, seguii il suono delle loro voci e gli scatti della macchina fotografica.
“Sei in anticipo”, mi disse quasi vergognandosi d’esser visto in quelle vesti di protagonista immortalato a tradimento.
Cercai un posto all’ombra, per tentare disperatamente di far sopravvivere i cioccolatini e lo punzecchiavo suggerendogli posizioni divertenti, non invidiandogli la sua giacca nera che emanava calore alla sola vista.
Era un pomeriggio senza pensieri, in un posto nuovo e rivederlo dopo tanti anni, così vicino a casa, mi confortava moltissimo. Era come sapere di avere un parente sullo stesso pianerottolo.
Poi entrammo nel forte, sentendo sulla pelle un meraviglioso sbalzo di temperatura e nelle narici l’odore di pietra, di umidità, di cantina.
Lì continuarono le foto, mentre io m’aggiravo come una bambina in un museo, guardando meravigliata le piccole finestre imbrattate di cacca di piccione, l’ammasso di polvere sui vecchi divani, l’aspetto imponente e decadente di quelle stanze.
Poi vidi delle grandi lettere colorate, fatte ad animaletto. Presi la Q, la lettera più inusuale e per questo forse fastidiosa e gliela infilai in testa, appoggiandola sul collo.
Colore attorno a lui, spenseriatezza. Così uscì la foto più tenera, quella che mostrava molto della sua persona dall’animo sotto lucchetto, ma che con uno sguardo, con un sorriso e una postura rilassata poteva suggerirti tenerezza e serenità.

Portala sempre addosso quella Q colorata, ti sta proprio bene, sei tu.

Annunci
Q = TU

2 pensieri su “Q = TU

  1. Questo è uno di quei modi che adoro della scrittura di una donna. Un modo di scrivere di cui non sono sicuro avere alcuna padronanza, ma che riesce sempre a emozionarmi. Una fresca, disinvolta, naturale tenerezza d’animo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...