I don’t know what I want

dontknowLe certezze della vita erano tali solo in gioventù. Ricordo benissimo ai tempi del liceo, quando giravano via e-mail quei questionari con decine di domande, come: “Il tuo profumo preferito?”, o “Il tuo colore preferito?”, o ancora “Il momento migliore e peggiore della tua vita”. All’epoca avrei potuto rispondere molto velocemente, poichè non avevo dubbi. La mia pietra preferita era l’ametista, il colore viola, il genere musicale il rock, il profumo preferito quello del pane appena fatto…
Ora come ora sarei in seria difficoltà. Non so più che fiori mi piacciono, non so scegliere un solo genere musicale perchè ormai ascolto tantissime cose, le pietre dure le adoro tutte perchè ognuna ha una propria peculiarità, oltre al pane appena sfornato mi piace da morire annusare i panni lavati, il profumo di marsiglia, il muso del mio gatto e chissà quante altre cose…
Insomma, più invecchio, più non so cosa voglio e, soprattutto, non c’è una sola risposta univoca a tutto.
Tutto sommato, ogni tanto, è un lusso anche dirsi “Non lo so”, perchè la libertà che dà una non-scelta spesso porta a conoscere una miriade di variabili a cui non si era davvero pensato.
Le variabili dell’ignoto.

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Un pensiero su “I don’t know what I want

  1. È giusto. Andando avanti cogli anni si ha la possibilità di conoscere molte più cose. Se però, anche in tarda età, si ha la possibilità di scegliere, bisogna sempre farlo. Potrebbe essere l’ultima volta.
    Ciao.
    Quarc

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