Ci sono persone che hanno un orologio tatuato sul polso. Un grande cerchio, con lancette e ore ben disegnate e una fibbia lavorata bianca. Tengono il tempo, ma in fondo ne sono un po’ ossessionati. In base a quello fanno i propri conti, decidono il da farsi delle loro giornate, si sentono o troppo vecchi o troppo giovani per prender decisioni, si abbandonano ad esso, quasi fosse la vera bilancia che possa solleticare l’idea della “cosa giusta da fare”.
Ebbene, no. Non ci sono orologi che tengano, non c’è un’unica unità di misura universale, è banalmente inutile stare a fissare. E’ come essere un moschino appoggiato sul bordo di un lavandino. Prima o poi vieni investito da qualche schizzo d’acqua. O te ne vai e ti senti libero, o accetti il rischio di annegare sotto un cm di dentifricio alla menta.
I gatti neri non portano sfortuna.

